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Castiglion Alberti

Antico fortilizio fondato nel X secolo dagli Ubertini, vi si giunge tramite un sentiero costeggiato da alti cipressi e da querce nodose. Entrato a far parte della Valdambra fiorentina nel XIV secolo, fu unito al territorio comunale di Bucine a seguito della riforma leopoldina del 1777. A testimonianza del proprio passato di avamposto militare, ancor oggi è possibile individuare, nell'abitato di Castiglion Alberti, tracce dell'antico castello e di altri edifici d'epoca medievale.

Descritto dallo storico Scipione Ammirato nel XVI secolo come "un'antica abitazione con poche case nei contorni e che dimostra di essere stato un antico fortilizio", il borgo di Castiglion Alberti è raggiungibile da una strada bianca costeggiata da alti cipressi e querce.
Citato in documenti trecenteschi come "Castiglione Albertorum", fu fondato nel X secolo dagli Ubertini e tale rimase per oltre quattro secoli, passando poi a far parte del patrimonio dell'abbazia di Agnano, per finire ceduto a Firenze nel 1350.
Castiglion Alberti subì numerose riorganizazioni territoriali e amministrative: la prima nel 1362 ad opera della Repubblica Fiorentina, con la costituzione del sestiere della Valdambra Nuova (o Lega della Valdambra) e l'ultima nel XVIII voluta da Leopoldo di Toscana che l'unì alla Podesteria di Bucine (in seguito comune) e da allora ne seguì le sorti.
Arrivando nel paese si scorge il campanile della chiesa (sconsacrata) dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano svettare oltre la cima degli alberi.

All'osservatore attento non sfuggiranno le tracce delle antiche mura che cingevano il borgo.