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Cennina

Nelle parole del Repetti, scritte nel 1833, Cennina è descritta come un "castello con i resti di un fortilizio ed un'antica parrocchia". Posto sulla sommità di una collina sovrastante la Valdambra, l'abitato di Cennina - citato a partire dall'anno Mille - conserva altresì testimonianze archeologiche ben più antiche, nello specifico etrusche e romane.

Descritta dal Repetti come un "castello con i resti di un fortilizio ed un'antica parrocchia", Cennina si erge su un alto poggio.
Non esistono testimonianze riferibili al borgo di Cennina prima dell'anno Mille ma è molto probabile che quest'area sia stata abitata ben prima come testimoniato dalla toponomastica e dai numerosi ritrovamenti archeologici effettuati nella zona.
La fortificazione del borgo avvenne nel 1167, quando l'imperatore Federico investì il nobile Brandaglio Alberico d'Uguccione dei diritti feudali su Cennina.
Considerando la sua fortunata posizione sopraelevata che, ancora oggi, domina la vallata sottostante, risulta molto difficile credere alle cronache che tramandano il ricordo di continue battaglie per il possesso di questo castello.
Ad oggi poco - se non parti dell'antica, imponente cinta muraria - rimane del bellicoso passato di questo ameno paesino sulla collina, la cui odierna tranquilla atmosfera è interrotta di tanto in tanto dallo stormire degli uccelli o dal sibilo del vento tra le fronde degli alberi.
Atmosfera che si carica di grande fascino nell'ora del tramonto, quando il sole scivola al di là delle colline ed il castello diviene ancor più silenzioso.
Solitaria sentinella verso un nemico oramai dimenticato.