Rapale

Rapale sorge esattamente al confine con la Provincia di Siena ed è uno dei luoghi più suggestivi della Valdambra. Abitato sin dalle epoche più remote, tuttora conserva l'originario impianto medievale di villaggio fortificato. Al suo interno si erge una pregevole chiesetta dedicata a San Miniato. Dal parapetto dell'antico camminamento che conduce alla chiesa è possibile ammirare la campagna toscana a perdita d'occhio.

Situato sulla riva destra dell'Ambra, proprio al confine della provincia di Arezzo con la confinante Siena, il borgo di Rapale è uno dei più suggestivi e caratteristici della Valdambra.
La zona di Rapale (citata per la prima volta in documenti bassomedievali), conserva numerose tracce di antichi insediamenti romani che ne datano la nascita in un'epoca decisamente più remota rispetto ai documenti in cui compare in maniera "ufficiale".
Incamminandosi per le sue stradine, non si può non rimanere colpiti dalla suggestività del luogo. Posti nei quali pare che l'orologio che batte il tempo si sia fermato in un antico passato.
Sul portale della piccola chiesetta dedicata a San Miniato è incisa, nella pietra, l'iscrizione MDCXXXIII (1633) attribuibile ad una visita pastorale o ad un restauro effettuato in quegli anni.
A testimonianza, poi, del suo passato di avamposto restano la torre mozzata e tracce di antiche mura, oggi inglobate nelle abitazioni.
Dall'abitato di Rapale, seguendo una stradina collinare che passa attraverso splendidi boschi incontaminati e campi coltivati, si giunge al minuscolo borgo di Sogna: antico possedimento feudale degli Ubertini.