Badia Agnano

Badia Agnano è un'antichissima sede abbaziale il cui nome non si sa bene se sia da attribuirsi ai latini o agli etruschi. Dell'imponente edificio sacro restano soltanto la chiesa e la canonica. Tutto il resto seguì le disposizioni Napoleoniche che, nel 1811, soppressero gli ordini religiosi ed i loro relativi possedimenti. All'interno della chiesa è ospitata una tela del 1637, dipinta da Bernardino Santini e raffigurante la Visitazione.

Badia Agnano è oggi un bel paese tranquillo, che solo nel nome rivela il ruolo di preminenza svolto nella valle in un lontano passato.
Sorse infatti qui la potente Abbazia (Badia) di Agnano. Per quanto riguarda l'origine del nome gli studiosi sono discordi: c'è chi propende per una derivazione etrusca e lo fa originare da Ani, dio della fertilità, mentre secondo altri, deriverebbe dal nome latino "Annius" oppure "Agnus".
Dell'originario complesso abbaziale, oggi rimangono soltanto la chiesa, la canonica e la chiesetta della compagnia mentre il resto è divenuto civile abitazione.
Badia Agnano viene fondata attorno all'anno Mille da parte della potente famiglia nobiliare degli Ubertini. All'inizio del XII secolo aderisce alla congregazione fondata da San Romualdo - i benedettini camaldolesi. La chiesa dell'antica abbazia, recentemente restaurata, appartiene quasi certamente a questo periodo: si compone infatti di un'unica navata centrale coperta da capriate lignee, al cui termine c'è un singolo semplice transetto. Una volta dedicata a Santa Maria, ad oggi il titolo della chiesa è quello dei Santi Tiburzio e Susanna. Il cambio di titolazione è probabilmente avvenuto verso il XVI secolo, ad opera dell'abate commendatario Leonardo.
L'edificio è costruito in pietra alberese ben squadrata e allineata. L'assenza di decorazioni riflette lo stile prettamente spirituale e austero della congregazione camaldolese.
L'abbazia fu in seguito fortificata e tutto attorno si sviluppò il villaggio. Nel 1431 (anno in cui contava un abate e cinque monaci) è descritta dal beato Traversari (priore di Camaldoli) in questi termini: "una abazia ben costruita, antichissima e molto ricca".
Pochi anni dopo, nel 1470, iniziò tuttavia il declino con l'avvicendarsi di una serie di abati commendatari, che terminerà soltanto con l'arrivo di una figura di primissimo piano del panorama religioso: il futuro santo vescovo di Milano, Carlo Borromeo, il quale nel 1564 rese l'abbazia di Badia Agnano all'ordine camaldolese.
Nonostante l'incuria dovuta alla commenda, da un inventario del 1583 la chiesa è descritta come ben conservata ed a seguito del restauro eseguito nel 2003 è stata restituita allo splendore originale.

All'interno della chiesa è presente un crocifisso ligneo (di pregevole fattura) sospeso nell'abside ed un fonte battesimale su cui è ancora visibile lo stemma camaldolese: due colombe che si abbeverano dalla stessa coppa.

 

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