San Pancrazio

San Pancrazio sorge non lontano da uno snodo viario di notevole importanza, conosciuto ed utilizzato già in epoca romana. Fu antico feudo degli Ubertini poi ceduto alla Badia di Agnano. Il 29 giugno 1944 fu teatro dell'eccidio di 55 suoi abitanti da parte dei nazifascisti. All'interno del borgo troviamo il Museo della Memoria nato per onorare il loro sacrificio e dedicato al ricordo di quei tragici eventi.

San Pancrazio sorge non lontano da uno snodo viario di grande importanza già in epoca romana infatti, nelle vicinanze del borgo passava la diramazione verso l'antica Arretium della via consolare Cassia, proveniente da Chiusi (Si).
La strada fu in seguito conosciuta come "via Traversa" nel Medioevo e "via dei Procacci" nel Settecento.
Anche San Pancrazio - come molti altri castelli e borghi della zona - apparteneva alla famiglia degli Ubertini che, nel 1262, lo cedettero al patrimonio dell'abbazia di Agnano.
A quanto raccontano le cronache, il passaggio non fu indolore poiché gli Ubertini più volte sollevarono obiezioni circa il controllo del castello di San Pancrazio.
Come tutta la vallata, nel 1350 passò sotto il controllo della Repubblica Fiorentina.
Nel 1944 fu teatro del massacro di 55 suoi abitanti da parte dei nazifascisti ed il loro sacrificio è oggi onorato dall'istituzione del "Museo della Memoria", situato nel palazzo che ospitava le cantine della fattoria Pietrangeli.

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